Nei sistemi fiscali moderni (basati sull’adempimento volontario) gli uffici fiscali non controllano per produrre gettito, ma per indurre i contribuenti ad adempiere spontaneamente. Il gettito globale effettivo dei controlli non ripaga neppure il costo dell’apparato perché viene incassata una minima parte delle cifre enunciate nei comunicati stampa sulla lotta all’evasione. I controlli servono piuttosto ad indurre la massa dei contribuenti ad assolvere con spontaneità, così dimostrando che la “capacità economica nascosta al fisco” non conviene rispetto al rischio di un controllo futuro.

Ci sono momenti in cui tante piccole finestre della memoria si aprono per caso ad illuminare minuscoli pezzi emotivi che, immagazzinati, si trasformano – come in un film – e diventano sintesi di un racconto, di un quadro che finalmente si connota nella sua interezza. Questa volta è successo guarda caso proprio sul 1861. Nello scorrere la stampa quotidiana e dopo aver letto il bellissimo libro di Carlo Fracassi “Il romanzo dei mille” ho avuto un’illuminazione, ora a 62 anni, ricordando la prima lettura di “Nord e Sud” di Carlo Alianello (1971).

Preparare i propri piatti in una vera cucina professionale, anziché sui quattro fuochi di casa: è il sogno, magari inconfessato, di tutti coloro che, a loro agio con pentole e fornelli, amano far da mangiare per i propri amici, e pensano che, in un ambiente comme-il-faut, potrebbero farlo a livelli decisamente più alti che a casa, dando così modo al proprio talento culinario di esprimersi appieno.

Il sogno, ora, può felicemente avverarsi, grazie a Vittorio Virno, patron dell’Ortica, sulla Collina Fleming.

Da diverso tempo si parla di federalismo, ma pure di come riorganizzare il fisco a livello centrale e periferico. È noto a tutti che l’Italia ondeggia, per pressione tributaria, intorno al 43 per cento circa. Ma nell’elaborazione che si utilizza, per i confronti internazionali, non si capisce bene se vi sia compreso il costo della previdenza (per comodità chiamiamola pressione contributiva) e, poi, se si tenga conto del disavanzo pubblico e cioè del deficit (uscite correnti superiori alle entrate).

Stringimi forte che nessuna notte è infinita”. Queste parole sono riemerse dal passato, ascoltando per caso la bella canzone di Renato Zero, scritta – credo – intorno alla metà degli anni novanta. Quella musica per un istante mi ha emotivamente riportato appena indietro. Più o meno alla soglia del 1959, al miracolo economico che il “Daily Mail” assegnava all’Italia; alla cosiddetta liretta del periodo d’oro che, grosso modo nel 1955, ci collocava tra i grandi paesi industrializzati.

Nel luglio scorso si sono avvicendate in tutta Italia, come nel resto del mondo, le celebrazioni dei quarant’anni dell’ammaraggio dell’uomo sulla luna con mostre, conferenze, spettacoli, proiezioni di video attualissimi e di vecchi film di fantascienza e d’amore, poiché prima di quella data la luna era ‘visitata’ solo da avventurieri della immaginazione o da poeti e sognatori.

Intervista a Maurizio Leo, Assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico del Comune di Roma

L’ultima volta che abbiamo parlato di Fisco su queste pagine risale all’autunno 2003. Ne parlammo perché da poco era stata varata la riforma tributaria sul riordino della tassazione societaria al 33 per cento. Oggi, passati un po’ di anni, che ne pensa di quella iniziativa? Ha funzionato?

È oramai opinione condivisa che il problema del federalismo fiscale non possa più essere eluso e tantomeno troppo procrastinato (articolo 119 della Costituzione). Ne è prova la recente legge delega e la già codificata “sussidiarietà” dell’articolo 118, come modificato nel 2001. L’obiettivo è la riduzione della pressione fiscale complessiva, con la necessitata decongestione degli sprechi nei programmi di spesa locali, con ciò tentando di armonizzare una serie di speranze che – a consuntivo – avvicinino cittadini ed Amministrazione Pubblica.

a cura di Edoardo Cintolesi

Presidente, dal 1° gennaio del 2008 sei alla guida dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma. Stai governando, quindi, il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento della nostra professione, certamente difficile, ma immagino anche elettrizzante. Quali problemi soprattutto ti sei trovato a dovere affrontare come primo Presidente del nuovo Ordine?

 

Intervista con Gabriella Alemanno

a cura di Edoardo Cintolesi

Gabriella Alemanno è Direttore dell’Agenzia del Territorio dal luglio 2008. In questa intervista illustra le iniziative in tema di “Governo del Territorio”

Dottoressa, quali saranno le mosse e le iniziative che Lei prenderà per migliorare i servizi?