A colloquio con Gerardo Longobardi

a cura di Edoardo Cintolesi

Presidente, dal 1° gennaio del 2008 sei alla guida dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma. Stai governando, quindi, il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento della nostra professione, certamente difficile, ma immagino anche elettrizzante. Quali problemi soprattutto ti sei trovato a dovere affrontare come primo Presidente del nuovo Ordine?

 

Sono dell’avviso che la gestione di un Ordine professionale che conta oltre 10.000 Iscritti e oltre 2.000 Praticanti sia già, in ragione di questi numeri, un’impresa complessa e difficile.

Come noto, dal 1° gennaio dello scorso anno, con l’avvento dell’Albo Unico, Ragionieri Commercialisti e Dottori Commercialisti vivono nella casa comune dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Quella dell’Albo Unico è stata una vera e propria operazione di ristrutturazione aziendale, dal momento che gli organigrammi, le esperienze e le procedure che il Collegio dei Ragionieri e l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma avevano avuto sino al 31 dicembre 2007 hanno dovuto omogeneizzarsi tra loro e in fretta, per non creare disagi ai nostri Iscritti.

Ma a parte i primi momenti di comprensibile disorientamento, si è proceduto con grande speditezza e ciò perché è stata subito rimossa quella cautela che è latente quando ci si confronta e si vive fianco a fianco con chi non si conosce.

Abbiamo conferito le nostre organizzazioni e i nostri modi di pensare in un bacino comune, rappresentato dal Consiglio dell’Ordine, prendendo il meglio delle esperienze dei due Enti cessati, nella consapevolezza che il nostro è un servizio in favore degli Iscritti, per vincere le sfide che ci vengono proposte dall’esterno.

Certo sono stati spesi bene quei sette “Consigli di prova” che abbiamo tenuto nel corso del 2007: sono serviti per conoscerci, migliorarci e amalgamarci.

Poi, con l’avvento del 2008 abbiamo reso operativi gli Uffici, imprimendo una forte accelerazione anzitutto alle attività istituzionali.

In particolare oltre ad aver attivato le Commissioni Istituzionali (Albo, Parcelle, Tirocinio, Fpc, Disciplina, Antiriciclaggio), abbiamo costituito, immediatamente, anche le Commissioni Culturali, nella consapevolezza che queste, unitamente alla nostra Fondazione Telos, costituiscono il motore della Fpc dell’Ordine di Roma.

Cosicché, a tutt’oggi, il nostro Ordine conta ben 38 Commissioni le quali lavorano tutte a pieno regime, avvalendosi dell’apporto disinteressato di moltissimi Colleghi e anche di Consulenti esterni.

Essenziale, poi, è stato il primo semestre dell’anno 2008, quello dove abbiamo messo a dura prova tutta la struttura, la quale, però, ha ben reagito.

È stato il semestre dello start up, quello nel quale abbiamo varato:

1. il Regolamento per il funzionamento delle Commissioni istituzionali e culturali;

2. il Regolamento della Formazione professionale continua;

3. il Regolamento di contabilità;

4. il Regolamento relativo ai procedimenti disciplinari;

5. il Regolamento attuativo della legge 241/1990.

E ancora, abbiamo predisposto il nuovo logo dell’Ordine, che è stato messo a disposizione degli Iscritti, i quali dimostrano di apprezzarlo facendone largamente uso, ovviamente secondo le vigenti disposizioni di legge e le norme deontologiche che regolano la nostra Professione.

Sono stati inoltre completati i lavori di rifacimento del sito dell’Ordine, sito che dopo l’estate sarà ulteriormente migliorato e che dal prossimo 2010 diventerà il portale interattivo degli Iscritti.

Sono stati avviati i primi rapporti istituzionali, aprendo presso l’Ordine lo sportello di Equitalia-Gerit che, nel primo anno di attività, oltre a fornire assistenza e consulenza agli Iscritti, ha incassato oltre 14 milioni di euro.

Ma quella che credo sia stata la sfida più difficile e al contempo la più elettrizzante è stata quella della Fpc.

I dati sono di tutto rilievo, non appena si consideri che solo nel 2008 abbiamo assicurato ai nostri Iscritti un’offerta complessiva di ben 209 giornate formative, per la quasi totalità gratuite.

Sempre nel 2008 abbiamo attivato l’e-lerning, la formazione a distanza, realizzando 27 moduli per complessive 51 ore di formazione gratuita.

E i dati del 2009 sono ancora migliori: solo nei primi sei mesi del 2009 abbiamo realizzato ben 170 giornate di corsi in aula, e messo a disposizione degli Iscritti 32 moduli e-lerning per complessive 60 ore di formazione, tutte gratuite.

Insomma, un bagno di cultura.

Sono tuttavia consapevole che l’offerta della Fpc del nostro Ordine può essere migliorata, soprattutto sul piano della qualità; ecco la ragione per la quale la Commissione Fpc dell’Ordine ha introdotto i questionari di gradimento che i partecipanti agli eventi formativi possono compilare per esprimere un giudizio in merito alla qualità dell’evento e dei relatori.

Se qualche risultato è stato sin qui raggiunto lo si deve a tutti i Consiglieri, nessuno escluso: credo proprio che il nostro Consiglio sia una bella squadra!

 

È significativo che i professionisti della categoria che rappresenti siano chiamati a svolgere una serie di attività sempre più numerose, che spaziano dalla revisione contabile al bilancio ambientale, dal no profit alla fiscalità internazionale, dalla lotta al riciclaggio fino a procedure quali le cessioni di quote della srl, fino a pochi mesi fa esclusiva dei notai.

Il Commercialista appare oggi, dunque, più che mai una figura insostituibile in ogni settore dell’economia e della società, o meglio, per usare il titolo del primo Congresso nazionale della categoria, è sempre più “Protagonista del cambiamento”. A che punto siamo del nostro percorso professionale?

 

Mai come ora la nostra professione, punto di riferimento per il mondo aziendale, la pubblica Amministrazione e il terzo settore, nonché raccordo fra la società civile e le Istituzioni, recita un ruolo da protagonista.

E questo ruolo è frutto del nostro punto di osservazione privilegiato, dal quale siamo in grado di percepire, prima degli altri, tendenze, timori, speranze e aspettative sia delle aziende sia dei privati.

Ciò nonostante ci rendiamo conto che attualmente la nostra professione, al pari di tutte le altre professioni ordinistiche, necessiti di una Riforma.

Come noto la Riforma delle professioni è all’attenzione della politica da oltre un decennio e i tentativi per portarla a compimento, fino a ora, sono tutti miseramente falliti.

Ed è proprio per questo che dobbiamo salutare con favore il percorso avviato la scorsa estate dal ministro della Giustizia, il quale ha ritenuto di adottare un nuovo approccio, basato su una Riforma per “famiglie professionali”, partendo dal comparto economico-giuridico, e quindi facendo fare da apripista della Riforma alle professioni di avvocato, consulente del lavoro, notaio e commercialista.

Ed è un approccio lungimirante e al tempo stesso concreto, non appena si consideri che queste quattro professioni, tutte svolte sotto la vigilanza del ministero della Giustizia, sono le sole professioni ordinistiche direttamente coinvolte alla Riforma della giustizia del nostro Paese.

Con la Riforma delle professioni economico-giuridiche si potrà finalmente decongestionare, razionalizzare e modernizzare il comparto giustizia, individuando finalmente le competenze specifiche delle singole professioni.

Ben venga dunque la Riforma delle professioni economico-giuridiche nell’ambito della quale la nostra Categoria si candida a contribuire a ridurre la congestione dei tribunali – dovuta molto spesso alla proposizione di liti bagatellari – proponendo, tra l’altro, l’istituto della conciliazione preventiva obbligatoria.

È questo un segnale positivo che vogliamo dare all’esterno, proponendoci come collaboratori esperti e affidabili della Giustizia.

Esperienza e affidabilità, qualità queste che devono caratterizzare la nostra Categoria, qualità che ci sono state riconosciute dal legislatore lo scorso anno, con una norma che ha previsto che i nostri Iscritti, dopo aver predisposto accuratamente e come sempre tutti gli atti e contratti per la cessione delle quote di srl, non dovranno più restare fuori della porta del notaio, ad aspettare che questo curi la formalizzazione del trasferimento.

I Colleghi possono ora, finalmente, formalizzare l’atto di trasferimento delle quote di s.r.l. in un documento informatico, sottoscriverlo con firma digitale e curarne tutti gli adempimenti successivi.

Si tratta di una parziale riparazione di un torto ingiusto che abbiamo subìto nel lontano 1993 con la legge Mancino (che come noto ci privò anche della possibilità di perfezionare i trasferimenti d’azienda), ma è anche il riconoscimento di un ruolo pubblico svolto dalla nostra Categoria che si è sempre sottratta a tentazioni lobbistiche e corporative.

Abbiamo dato prova di essere soggetto affidabile e vogliamo continuare a dimostrarlo, anzitutto sulla questione fiscale.

Accolgo quindi con grande favore l’opportunità, data alla nostra Professione alla fine dello scorso anno, di sedersi ad un tavolo tecnico promosso lo scorso mese di ottobre dall’Agenzia delle entrate.

Un tavolo nel quale ad esempio proporre, con la sola forza della ragione, di collegare i termini di presentazione delle dichiarazioni fiscali al momento in cui l’Amministrazione finanziaria mette a disposizione non solo la modulistica ufficiale ma auspicabilmente anche i software applicativi.

Ed è proprio per la affidabilità che abbiamo dimostrato che l’Agenzia delle entrate ci sente e a volte ritorna sui suoi passi, come è avvenuto di recente con il c.d. “click day” sui rimborsi Irap. Le nostre vibrate proteste sulla tempistica adottata dall’Agenzia – e in questo l’Ordine di Roma è stato in prima linea con a fianco il Consiglio nazionale – hanno prodotto il ripensamento da parte dell’Amministrazione finanziaria e determinato la proroga di tre mesi dei termini precedentemente fissati.

 

Non si può non considerare, però, che la pesantissima crisi economica internazionale che stiamo attraversando produca riflessi anche sul mondo delle libere professioni.

 

La crisi internazionale in atto tocca tutti gli organismi economici e si fa quindi sentire anche e soprattutto nella nostra professione, che è notoriamente rivolta verso il mondo imprenditoriale e produttivo.

Ferruccio de Bortoli di recente ha affermato che se la fiducia tornerà a fluire – e ne abbiamo tutti bisogno – lo si dovrà anche all’impegno e alla sensibilità dei professionisti italiani, in primis dei Commercialisti.

Ciò in quanto alla nostra Categoria spetta un ruolo difficile, quello di medici condotti della congiuntura.

La nostra professione deve essere ora più che mai vicina alle imprese e agli imprenditori, dobbiamo consigliare loro nuovi modelli organizzativi, dobbiamo orientare i nostri clienti al rispetto delle regole e ai veri valori.

In altri termini il nostro agire dovrà essere sempre più caratterizzato non solo dalla professionalità ma anche dall’etica.

Pur tuttavia sono conscio che non spetta certo a un Ordine territoriale come il nostro fornire la ricetta per uscire dalla situazione attuale; ciò che possiamo fare è quello di agevolare il più possibile gli Iscritti.

Ecco il perché di tanta Formazione professionale continua prodotta dal nostro Ordine, non solo per approfondire le tematiche tradizionali della professione (Fisco, bilancio e societario, giudiziale) ma anche per favorire la conoscenza di attività da noi ancora poco praticate.

A tal proposito penso all’arbitrato e alla conciliazione, istituti che sono stati ampiamente approfonditi dal nostro Ordine tanto da far nascere nei mesi scorsi, in seno alla Fondazione Telos, il Centro per la prevenzione e risoluzione dei conflitti (Cprc), dove attualmente si svolgono la conciliazione preventiva e quella ordinaria ed è stata costituita la Camera Arbitrale.

 

L’Ordine di Roma, che presiedi, ha una peculiarità tutta propria: è quello con il maggior numero di iscritti di Italia. La gestione di un numero così grande di iscritti immagino produca particolari difficoltà. Quanti sono e come si articola la composizione per fasce di età?

 

Attualmente siamo 10.000. Le donne rappresentano il 28 per cento degli Iscritti, gli uomini il 72 per cento.

Quanto alla composizione degli Iscritti per fasce di età: il 26 per cento ha meno di 40 anni, il 41 per cento ha un’età compresa tra i 40 e i 50 anni mentre il 33 per cento degli Iscritti ha più di 50 anni.

È quindi una professione giovane, che può contare su giovani preparati che hanno voglia di emergere in un mercato difficile e selettivo.

 

Per finire, Presidente, quali obiettivi ti prefiggi personalmente di raggiungere per il prosieguo del tuo mandato?

 

L’Ordine di Roma, una volta avviata la propria macchina organizzativa, ha ritenuto indispensabile intensificare i rapporti con le Istituzioni per offrire sempre maggiori utilità ai Colleghi nello svolgimento della loro attività professionale.

Nel contempo abbiamo voluto agevolare gli Iscritti stipulando convenzioni con Società ed Enti in grado di offrire sempre maggiori servizi agli Iscritti, a condizioni preferenziali rispetto al mercato.

Per quanto riguarda in particolare le Istituzioni, l’obiettivo ambizioso del Consiglio di Roma è di portarle – anche in senso fisico – presso l’Ordine.

E cosi, i nostri uffici hanno visto la nascita dello sportello Equitalia Gerit e sempre presso i nostri uffici è stato di recente attivato un “Punto Inps” dedicato agli Iscritti.

Ma le novità non sono finite qui, visto che sono a buon punto i contatti con la Direzione regionale del Lazio e con il suo Direttore, il Dott. Eduardo Ursilli, per aprire uno sportello dell’Agenzia delle entrate presso il nostro Ordine, come spero di ospitare anche uno sportello dell’Agenzia del territorio, confidando nell’amicizia che il suo Direttore, la Dott.ssa Gabriella Alemanno, ha sempre dimostrato per la nostra Categoria.

Credo che l’esperimento consistente nel portare le Istituzioni all’Ordine, unico in Italia, possa trovare positivo accoglimento presso i nostri Colleghi che potranno usufruire di una pluralità di servizi presso un’unica struttura, la loro.

Tenuto conto dell’attività che attualmente svolge e in futuro andrà a svolgere, ritengo poi indispensabile che la voce del nostro Ordine si senta anche all’esterno.

L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma, infatti, essendo espressione di una delle professioni decisive per la vita economica e sociale del Paese, si propone come interlocutore necessario nell’ambito delle relazioni istituzionali.

Ecco perché nel corso del corrente anno abbiamo istituito sia la Commissione sulla Fiscalità locale e sul Federalismo fiscale, sia la Commissione per l’Analisi degli Studi di settore.

In particolare per la Commissione sul Federalismo l’auspicio è che oltre che ad approfondire le questioni attuali del federalismo fiscale, possa essere punto di riferimento nella collaborazione tra il nostro Ordine e il Comune di Roma.

E l’inizio è di certo promettente, non appena si consideri che questa Commissione ha realizzato di recente, con il Comune di Roma, una Guida alla chiusura delle liti pendenti sui Tributi soppressi di competenza dello stesso Comune.

Per quanto riguarda la Commissione per l’Analisi degli Studi di settore, la stessa non solo ha il compito di raccogliere e studiare le problematiche inerenti gli Studi stessi – in specie in questi anni in cui lo strumento è messo fortemente in discussione dall’impatto della crisi economica globale – ma anche quello di formulare proposte alla Direzione regionale del Lazio, sempre in materia di Studi di settore.

In conclusione la nostra scommessa, iniziata lo scorso anno, è che l’Ordine di Roma sia punto di riferimento della Categoria e supporto affidabile per le Istituzioni.

Siamo l’Ordine più numeroso d’Italia, ma questo è un dato di fatto: il mio sogno nel cassetto è che l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma diventi anche il più autorevole.