Gli immobili in Italia

Intervista con Gabriella Alemanno

a cura di Edoardo Cintolesi

Gabriella Alemanno è Direttore dell’Agenzia del Territorio dal luglio 2008. In questa intervista illustra le iniziative in tema di “Governo del Territorio”

Dottoressa, quali saranno le mosse e le iniziative che Lei prenderà per migliorare i servizi?

Sarà anzitutto proseguita l’attività di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, avviata con il decreto legge n. 262/2006, traendo le risultanze dal lavoro di identificazione dei fabbricati ex rurali e dagli interventi di revisione parziale dei classamenti del Catasto urbano.

Inoltre, nell’ambito delle iniziative mirate alla semplificazione amministrativa, saranno sviluppate e perfezionate le procedure informatiche, sia quelle relative all’erogazione dei servizi di visura catastale e consultazione dell’Osservatorio dei valori immobiliari, sia quelle relative all’invio telematico degli atti di aggiornamento, con l’estensione, in aggiunta, della tipologia di utenza.

Nell’ambito dei rapporti con gli Enti locali, l’Agenzia ha preso atto della sentenza del Tar del Lazio, che ha annullato il Dpcm del giugno 2007, fermando il processo di decentramento delle funzioni catastali ai Comuni; tuttavia, in attesa delle decisioni che l’Autorità politica vorrà assumere in merito, l’Agenzia già dispone di un sistema d’interscambio con i Comuni, attraverso l’istituzione di sportelli autogestiti.

Inoltre, proseguendo un percorso già avviato, l’Agenzia intensificherà i contatti con alcuni Paesi in via di sviluppo, per far conoscere i servizi realizzati, mettendo a disposizione delle Autorità interessate il know how esistente.

 

La sentenza del Tar del Lazio 15 maggio 2008 ha arrestato il processo di decentramento avviato a giugno 2007. Come si articolerà adesso il rapporto con i Comuni che hanno chiesto di gestire direttamente le funzioni catastali? C’è una relazione anche con il nascente federalismo fiscale?

 

In attesa che il Consiglio di Stato si esprima nel merito sul ricorso proposto da Anci avverso la sentenza del Tar del Lazio 15 maggio 2008, l’Agenzia continua a perseguire l’obiettivo di una collaborazione sempre più stretta con gli Enti locali, sia attivando nuovi sportelli catastali decentrati presso i Comuni e le Comunità montane per favorire il cittadino, evitandogli onerosi spostamenti (attualmente sono circa n. 1100 asserviti a oltre 2500 Comuni), sia promuovendo convenzioni in collaborazione con i Comuni stessi per l’allineamento delle banche dati catastale e comunale e, soprattutto, per semplificare il più possibile le procedure burocratiche catastali e urbanistiche.

Il Modello Unico dell’Edilizia (Mude) rappresenta uno dei prossimi obiettivi per le suddette attività di collaborazione e interoperabilità.

Il processo di decentramento delle funzioni catastali richiederà l’opportuna mediazione tra il necessario grado di integrazione e unitarietà del sistema nazionale e le esigenze di gestione operativa locale dei dati catastali. Di fatto, stanno assumendo una diversa prospettiva, nella gestione sinergica del territorio, l’interscambio e l’interoperabilità tra l’Agenzia del Territorio ed i Comuni.

 

A fine luglio 2008 è terminata la campagna di accatastamento “spontaneo” degli immobili non censiti o che avessero perduto i requisiti della ruralità. Qual è stato il risultato?

 

A luglio del 2008 sono scaduti i termini per la presentazione degli atti di aggiornamento per gli immobili sconosciuti in catasto pubblicati nel dicembre 2007. Per i fabbricati che hanno perso i requisiti soggettivi di ruralità (mancata iscrizione al Registro delle Imprese come imprenditori agricoli) i termini sono scaduti il 31 ottobre 2008. I soggetti inadempienti hanno, comunque, la facoltà di provvedere alla regolarizzazione catastale, prima che l’Agenzia del Territorio proceda in surroga alla predisposizione degli atti di aggiornamento delle proprie banche dati.

Il 30 dicembre 2008 sono stati pubblicati ulteriori elenchi di Comuni nei quali è stata accertata la presenza di immobili che hanno perso i requisiti per il riconoscimento della ruralità e di Comuni nei quali è stata accertata la presenza di fabbricati non dichiarati in Catasto. A luglio 2009 per tali immobili scadono i termini per la presentazione dei relativi atti di aggiornamento catastali. Anche in questi casi, oltre tale termine è previsto che l’Agenzia del Territorio provveda in surroga alla redazione degli atti catastali, con spese a carico dei soggetti inadempienti.

 

Da casa, da studio, oggi si può consultare la banca dati catastale. Quali saranno gli ulteriori passaggi per migliorare questi servizi che del resto appaiono già rodati? Che futuro è immaginabile?

 

L’Agenzia del Territorio ha in questi ultimi anni raggiunto elevati livelli di efficienza in termini di qualità dei servizi telematici resi ai cittadini e alle categorie professionali.

In particolare, sono stati fortemente potenziati i servizi di consultazione delle banche dati catastale attraverso:

1. il sistema Sister;

2. l’accesso diretto alla banca dati catastale per la consultazione dei dati reddituali degli immobili, attraverso il sito Internet dell’Agenzia del Territorio;

3. il sistema di autenticazione per il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate denominato “Fisconline”.

Attraverso il canale telematico è anche possibile:

a. presentare gli atti di aggiornamento di catasto edilizio urbano (Docfa) e di catasto terreni (Pregeo);

b. presentare l’Adempimento Unico che consente con un solo invio telematico di procedere alla registrazione, alla trascrizione e alla voltura catastale degli atti notarili;

c. presentare istanze di correzione della banca dati catastale attraverso il Contact Center;

d. prenotare appuntamenti per la presentazione degli atti di aggiornamento di catasto edilizio urbano e di catasto terreni.

Nel prossimo futuro è prevista una ulteriore implementazione delle tipologie di documenti consultabili e delle tipologie di atti presentabili per via telematica.

 

Il territorio italiano è più o meno quasi tutto “mappato”. Le rendite, tuttavia, sono ancora piuttosto vecchiotte. C’è un modo per aggiornarle in tempi brevi?

 

Tutto il territorio nazionale risulta censito. Le banche dati catastali sono costituite da circa 70 milioni di particelle di catasto terreni e da oltre 55 milioni di unità immobiliari urbane.

Le tariffe d’estimo del catasto edilizio urbano si riferiscono al biennio economico 1988/1989 e sono entrate in vigore nel 1992. La nuova revisione generale degli estimi potrà essere attivata solo a seguito dell’emanazione di un apposito provvedimento legislativo che autorizzi l’Agenzia del Territorio a procedere in tal senso.

In ogni caso, si ritiene opportuno rilevare come negli ultimi anni siano stati emenati alcuni provvedimenti di legge (legge n. 662/1996, legge n. 311/2004, decreto legge n. 262/2006, convertito con modificazioni nella legge n. 286/2006 e successive modificazioni), che consentono, su iniziativa dei Comuni, una revisione parziale dei classamenti delle unità immobiliari e, quindi, di sanare le eventuali sperequazioni che, nel tempo, possono essere intervenute, ovvero recuperare alcune situazioni di evasione ed elusione fiscale.

 

L’Italia è stata presidente di turno del Catasto europeo. C’è stata l’opportunità di fare un confronto utile con gli altri Paesi e creare un “rate” di affidabilità sulle cifre?

 

Il semestre di presidenza italiana del Comitato Permanente del Catasto nell’Unione Europea (Pcc), associazione che riunisce le istituzioni catastali nazionali dei Paesi membri dell’Ue, ha visto l’Italia protagonista dello sviluppo di un programma di lavoro teso a valorizzare le reti di dati catastali nelle politiche comunitarie a favore delle istituzioni e dei cittadini dell’Unione europea.

Il 12 dicembre a Roma, al termine del semestre, si è svolta la riunione plenaria del Pcc in cui sono state prese in esame le caratteristiche fondamentali e le linee evolutive dei sistemi catastali vigenti in alcuni Paesi membri.

Inoltre, è stato approfondito il ruolo dell’informazione catastale nelle politiche nazionali e comunitarie, con particolare riferimento a quella ambientale (Inspire) ed agricola (Pac), nonché a supporto dello sviluppo economico, della pianificazione territoriale e della tutela dei beni storici, architettonici ed ambientali.

Considerata la rilevanza delle tematiche trattate, nonché l’autorevolezza dei relatori, l’evento ha suscitato un grande interesse, confermato anche dalla nutrita partecipazione di uditori qualificati e dell’ampia eco nella stampa specializzata e negli altri mezzi di comunicazione.

 

L’organizzazione degli uffici è sempre un problema, anche quando tutto sembra apparentemente funzionante. Lei metterà mano a un riordino della struttura o tutto è condivisibile?

 

Molte delle azioni in questo senso sono imposte dal Dl 112/2008, che comporterà inevitabili cambiamenti nell’organizzazione. Questi, però, dovranno inserirsi in un contesto già avviato improntato alla valorizzazione e allo sviluppo di tutto il personale. L’Agenzia, infatti, d’intesa con gli altri attori del comparto, intende continuare ad attuare politiche retributive che premino la produttività e il merito valorizzando le competenze professionali.

Per quanto riguarda il federalismo fiscale, come risulta al momento, il legislatore sembra perseguire l’obiettivo di trasferire agli Enti locali l’autonomia impositiva e fiscale per alcuni tributi erariali.

 

Il 14 gennaio è stato presentato alla Camera dei Deputati il volume intitolato Gli immobili in Italia. Dialoghi tra banche dati: conoscere per decidere. Quali sono i principali obiettivi del progetto che ha portato alla realizzazione di questo libro?

 

Governare il territorio significa innanzitutto acquisirne la conoscenza; in tale ottica, diventa strategica la pianificazione delle attività tese a realizzare il controllo sociale ed economico dello stesso e la gestione delle zone urbane di riferimento e dell’ambiente fisico in cui esse sono inserite. Per questo motivo è nato un progetto, grazie a una intuizione del ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, volto a favorire il potenziamento della gestione integrata del sistema informativo della fiscalità, posto in essere grazie a una fruttuosa e sinergica collaborazione tra Agenzia del Territorio, Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia e delle Finanze e la Sogei, partner tecnologico dell’Amministratore Finanziaria. L’obiettivo è quello di pervenire con gradualità a una definizione del patrimonio immobiliare italiano attraverso la disponibilità qualitativa dei dati statistici sull’utilizzo degli immobili desunti dall’incrocio delle informazioni catastali con quelli presenti nelle dichiarazioni fiscali di proprietà del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il risultato ottenuto è di alto valore conoscitivo e può essere qualificato come la mappa del patrimonio immobiliare italiano, un primo passo verso la costruzione di una banca dati a valenza statistica del patrimonio immobiliare. In altre parole un utile strumento di approfondimento per scelte lungimiranti nel settore abitativo, a disposizione delle istituzioni preposte.

 

 

 

Gabriella Alemanno

Direttore dell’Agenzia del Territorio dal luglio 2008.

Laureata in Giurisprudenza nel 1979 presso l’Università “La Sapienza” di Roma, consegue l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

Entra nella carriera direttiva del ministero delle Finanze tramite concorso presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e svolge le funzioni di vice direttore presso gli uffici periferici dell’Amministrazione finanziaria di Milano

e di Rimini. Nel 1994, trasferitasi a Roma presso

il Dipartimento delle Entrate, assume il ruolo

di responsabile della segreteria tecnica del Direttore nella Direzione Centrale per gli Affari Giuridici

ed il Contenzioso tributario, partecipando, in qualità

di componente, a varie commissioni ministeriali istituite a seguito di riforme normative in materia tributaria.

Dirigente dal 1999, nel 2000 è nominata professore stabile presso la Scuola centrale tributaria “Ezio Vanoni”; è riconfermata nel 2001 nel ruolo di professore non temporaneo presso il Dipartimento

delle Scienze economiche e tributarie della rinnovata Scuola Superiore dell’economia e delle finanze.

È docente presso la Scuola di Polizia tributaria

della Guardia di Finanza dall’anno accademico 1995/1996 a tutt’ oggi. Ha insegnato in numerosi master di specializzazione in Diritto tributario e in diversi seminari specialistici. Redige articoli su riviste scientifiche ed è autore di opere monografiche

in materia tributaria. Ha partecipato a numerosi convegni in qualità di relatore.

Nel 2002 assume l’incarico di esperto Secit e dallo stesso anno, con la nomina a Dirigente generale, viene assegnata all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato per collaborare al progetto di rilancio

della struttura ricoprendo l’incarico di Direttore

per le strategie e di vice direttore della stessa Amministrazione.

Commendatore della Repubblica e vincitrice nel 2007 del Premio Marisa Bellisario.